Cave di pietra e calcestruzzi a Matera

Le cave di pietra di Matera che lavorano e vendono pietre e calcestruzzi per pavimentazioni, restauri e rivestimenti

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Alianelli

La Alianelli è nata 1987 come impresa di lavori stradali e in seguito si è specializza nella lavorazione della pietra di Gorgoglione. Forte della sua resistenza e dell'elevato grado di impermeabilità, questa pietra si adatta a molteplici utilizzi: pavimentazioni, rivestimenti e restauri di abbazie e centri storici. Analisi chimiche, foto al microscopio e relazioni pietrografiche, qualitative e quantitative hanno dimostrato l'elevato valore delle materie prime utilizzate dall'azienda. La cava di Alianelli è situata a Gorgoglione (MT) in ctr. Santa Maria, tel. 0835 560503, 0835 560384, fax 0835 560503, email: alianellisnc@libero.it.

G.M. Gallomontinari

Cava di pietra che estrae e offre alla vendita pietre dure e levigabili per pavimentazioni stradali, rivestimenti interni ed esterni, pezzi unici per caminetti, tavoli, panche, travi architravi, cordoli, gradinate e molto altro. La cava di Gallomontinari si trova a Tursi (MT) in ctr. Fosso del Vallo, tel. 338 4754898, 0835 819100, fax 0835 819100.

LE CAVE DI TUFO DI MATERA
Le "Cave di tufo" rappresentano la traccia di un lontano adattamento dell'uomo al territorio della Murgia materana e l'esempio di una alterazione positiva che ha creato oggi luoghi di alto valore paesaggistico. Le chiese, i palazzi ottocenteschi, l'Abbazia di Montescaglioso, i Sassi di Matera, sono il simbolo di un lavoro manuale che ha estratto nei secoli dalla Murgia conci di calcarenite detti "tufi". La calcarenite è un sedimento carbonatico, tenero, di colore bianco giallastro, a volte grigio, con granulometria e grado di cementazione variabili da luogo a luogo, facilmente lavorabile. In epoche successive, con lo scopo di ampliare gli spazi abitativi e renderli più comodi, si cominciò ad estrarre blocchi di roccia da usare per la costruzione. All'inizio furono le stesse grotte occupate a fornire il materiale per terminare e tamponare l'entrata dell'abitazione, in seguito, in concomitanza con l'espansione sul piano della città di Matera e la costruzione dei grandi edifici ecclesiastici, i cavamonti trovarono alcune aree esterne alle cinte urbane in grado di fornire un "tufo" con carattreristiche più idonee all'uso ed in quantità sufficiente. Nelle cave di Contrada La Vaglia sono chiari i segni dell'estrazione dei conci a colpi di piccone, tecnica usata fino al dopoguerra dai cosiddetti cavamonti. I blocchi venivano trasportati a dorso di mulo o per mezzo di traini nel caso il carico fosse maggiore. Nelle pause di lavoro, le grotte adiacenti alla cava, alimentavano il senso artistico e creativo degli operai che con scalpelli e mazzole decoravano le pareti di questi luoghi di ritrovo o ricavavano, sui blocchi di tufo meno tenero, ornamenti in bassorilievo: frontoni, fregi o i caratteristici rosoni che collocati davanti alle porte d'ingresso delle abitazioni servivano da attracco per le bestie da soma. Negli anni cinquanta subentrò l'estrazione meccanizzata, tecnica che si avvalse dell'utilizzo di seghe a motore scorrevoli su binari che determinavano tagli perfettamente paralleli. Sia in agro di Montescaglioso che di Matera alcune cave di tufo sono ancora oggi in attività.

Cave di Pietra

Nelle directory di Virgilio si potranno trovare gli indirizzi di altre cave di pietra. Per sapere di più sul tufo, il calcare poroso nel quale sono stati scolpiti i Sassi di Matera, si consiglia di visitare Wikipedia.

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